Viaggio nella leggenda di Johnny Cash: tappa in Arkansas e Tennessee
Johnny Cash davanti alla sua casa a Dyess, Arkansas

Viaggio nella leggenda di Johnny Cash: tappa in Arkansas e Tennessee

L’uomo solitario acclamato nel carcere di Folsom alla fonte del country-blues. J.R. Cash (in arte Johnny Cash) nasce a Kingsland, in Arkansas, il 26 febbraio 1932.

Un infanzia difficile. E’ il 1935 quando Ray Cash e i suoi figlioli si trasferiscono a Dyess (tappa di DreamingUSA). Un viaggio nelle campagne dell’Arkansas per scacciare i fantasmi.

La casa-museo di Johnny Cash a Dyess, Arkansas
La casa-museo di Johnny Cash a Dyess, Arkansas

Ancora bambino inizia a lavorare nei campi. Un lavoro duro, per alimentare il sogno di una nuova vita per lui e la sua famiglia.

Il piccolo Cash ha subito voglia di evadere, almeno con la mente. La musica inizia ad essere parte integrante della sua quotidianità, ascoltando i grandi programmi alla radio in diretta da Nashville o le canzoni di preghiera.

Nel 1944 suo fratello Jack muore ucciso da una sega elettrica. Il padre incolpa Johnny, arrivando addirittura a dirgli che avrebbe preferito che a morire fosse lui. Nelle campagne isolate dell’Arkansas cresce un bambino introverso che troverà sfogo nella musica.

Inizia ad ascoltare i canti gospel per appassionarsi successivamente al country e al blues.

Pubblicò il suo primo album nel 1955 per la Sun Records a Memphis. Nel 1960 passò alla Columbia e incise un album gospel, raggiungendo un ottimo successo ma iniziando a mostrare una certa fragilità psicologica, che lo portò a far uso di stimolanti e anfetamine. Una vita sregolata tra ubriachezza, droghe e problemi con la legge.

Proprio il carcere sarà una tappa fondamentale della sua carriera musicale : Il Live At San Quentin è un album che verrà pubblicato dall’etichetta Columbia Records nel 1969. Interamente dal vivo la registrazione del concerto tenutosi il 24 febbraio 1969 all’interno del carcere di massima sicurezza di San Quintino, in California. Verrà trasmesso anche in tv e sarà un album che porterà a Johnny il successo di pubblico e critica raggiungendo la prima posizione nella Billboard 200.

La sua fragilità lo porta ad un tentativo di suicidio nel 1968. Dopo questo episodio, decide di farla finita con alcol e droghe.

Negli stessi anni iniziò a cantare canzoni in difesa dei nativi americani. Una scelta decisamente in controtendenza con il filone più importante di musica country americana degli anni Cinquanta e Sessanta.

Negli anni 70 e 80 si dedica a cinema e televisione ma la sua vera anima è la musica.

Nel 1995 nasce la collaborazione con il grande produttore Rick Rubin per l’album acustico American recordings che vince il Grammy come miglior album folk.

Il 15 maggio 2003 morì, a poco meno di 74 anni, la moglie di Johnny, June.

Nel settembre dello stesso anno, l’artista fu ricoverato al Baptist Hospital di Nashville per alcune complicazioni dovute al diabete.

La sua vita segnata da successi che segneranno per sempre la musica, si spegne per sempre il 12 settembre a 71 anni. Viene sepolto accanto alla moglie, nel cimitero Hendersonville Memory Gardens nella città di Hendersonville, in Tennessee.

Un artista gigantesco, uno dei padri fondatori della musica country, innovatore per la sua ritmica galoppante e incessante, chiamata anche “train rhythm” per quel sound unico e riconoscibile al primo accordo, simile ad un treno in corsa. Un uomo dalla vita travagliata, che ha trovato un rifugio dalla fragilità nella musica. Quella musica sarà fonte d’ispirazione per il percorso musicale di tantissimi artisti.

Michele Cecchinelli

Pontederese classe '80. Trasferito a Firenze per seguire gli studi artistici. A Milano ho trovato una moglie siciliana. Da qualche anno adottato a Cascina (PI) in una dimensione piacevolmente bucolica. Musicomane per tradizione familiare, ho i cromosomi del viaggiatore "zaino a spalla".

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