Memphis, una città da vedere, ma soprattutto da ascoltare

Memphis, una città da vedere, ma soprattutto da ascoltare

Attraverso lo stato del Tennessee, il nostro viaggio approda finalmente a Memphis (foto in alto).

Evocata chissà quante volte nella mia mente, immaginata col suo fascino umido, quasi tropicale e una reputazione musicale di livello mondiale.

Memphis è musica, patria del Blues e del Rock’n’Roll, vecchia capitale della coltivazione del cotone lungo il Mississippi River. Qui batte il cuore dell’America nera fatta di vibrazioni tribali, primitive.

Sun Studio, la culla del Rock n’ Roll

Siamo nel 1956. La sua importanza sta nel fatto che segnò la nascita del rock’n’roll. E ciò che la rende ancora più leggendaria è che avvenne tutto per caso. Sam Phillips, l’allora proprietario, aveva convocato un ancora poco noto Jerry Lee Lewis a suonare il piano per una sessione di Carl Perkins. Di lì si trovarono a passare anche un ventunenne Elvis Presley, da poco scritturato, e Johnny Cash, già noto nel mondo country.

Il Sun Studio, dove è nato il Rock n’ Roll

Ecco cosa fu il “Million Dollar Quartet”. Quattro miti, ancora giovanissimi, andarono avanti per più di un’ora ad eseguire brani della tradizione gospel, classici country/western di un Bill Monroe o di un Ernest Tubb. Sam, capì immediatamente, che quelle note avrebbero cambiato per sempre, lo stile, la cultura musicale nel mondo. Prese la macchina fotografica ed immortalò
quell’istante. Quello scatto, avrebbe preso il nome di “The Million Dollar Quartet”.

“The Million Dollar Quartet”. Da sinistra: Jerry Lee Lewis, Carl Perkins, Elvis Presley e Johnny Cash.

La musica del diavolo scaturiva da quella di Dio. Era il 1956. Era nato il Rock n’ Roll.

Nel tratto di strada che ci porterà a Nashville, renderemo omaggio al grande Carl Perkins nella cittadina di Jackson.

Graceland: Elvis lives

Se non sei un fan di Elvis nessuna spiegazione è possibile.
(George Klein)

Graceland, oltre ad essere un luogo culto per gli appassionati, è senza dubbio un manifesto del kitsch postmoderno. Il luogo dove “The King”, rimase prigioniero nei suoi ultimi anni di vita, grasso, irriconoscibile, rovinato dal mix di pillole e dai sogni di eterna grandezza.

Graceland, la dimora di Elvis Presley nei suoi ultimi anni in vita.

Faremo parte di quel pellegrinaggio, che ogni anno investe come un onda di discepoli, le strade che portano al cancello di Graceland, alla lapide commemorativa. Renderemo omaggio a Elvis, il re del Rock n’ Roll. Lasceremo da parte, ad esempio, la paccottiglia di Beale Street, resa con gli anni una sorta di Luna Park, una piccola Las Vegas fatta di luci e colori e negozi di souvenir. Lasceremo come sempre, la parte più commerciale.

Buona vita.

Michele Cecchinelli

Pontederese classe '80. Trasferito a Firenze per seguire gli studi artistici. A Milano ho trovato una moglie siciliana. Da qualche anno adottato a Cascina (PI) in una dimensione piacevolmente bucolica. Musicomane per tradizione familiare, ho i cromosomi del viaggiatore "zaino a spalla".

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