Il sound di Laurel Canyon. Tempio del Rock.
La vista da Laurel Canyon

Il sound di Laurel Canyon. Tempio del Rock.

Provate per un attimo a chiudere gli occhi.

Ora, immaginate Los Angeles alla fine degli anni ’60. Un palcoscenico musicale di livello assoluto. Tra “Flower Power” e Good vibrations, iniziavano a formarsi moltissimi “happening musicali creativi”.

Allontaniamoci dalle zone più blasonate della “City of Angels”. Prendiamo una delle vie che salgono dietro Sunset Boulevard. Lasciamo il traffico e il caos alle nostre spalle, mentre saliamo sulle colline di Hollywood.

Curva dopo curva, ci renderemo conto di essere in un altra città, in un altra dimensione. Forse la parte che preferisco di questa megalopoli a stelle e strisce. In un attimo, ci ritroveremo tra il silenzio e le ville che si affacciano sullo skyline di L.A.

Da queste parti, la natura selvaggia inizia a prendere il sopravvento. Colline, boschi, leoni di montagna e i caratteristici “Log Cabin”. In pochi minuti, saremo in un quartiere di Los Angeles che a partire dai primi anni ’60 era particolarmente vivace sotto il profilo artistico/musicale.

Siamo sulle Hollywood Hills, al Laurel Canyon.

Una rotta importante in direzione nord-sud tra la città di West Hollywood e la San Fernando Valley. Un luogo fuori dal “turismo di massa” ma dal fascino unico, silenzioso, irresistibile alla quale non si sono sottratti i maggiori artisti tra l’inizio degli anni ’60 e la fine dei ’70. A quel tempo, il “Canyon” era la meta preferita per fare musica e assumere droghe in un melting-pot di culture arrivate da ogni parte d’America e non solo. In un miscuglio di contaminazioni, convivevano numerose band di prim’ordine e giravano artisti che avrebbero segnato per sempre la storia negli anni a venire.

Se questo luogo potesse parlare, ci racconterebbe storie e leggende che parlano di vita, musica e arte come in nessun altro posto al mondo. Gli artisti che frequentavano queste zone, erano diversi: Frank Zappa, Jim Morrison (che aveva preso casa dietro il “Canyon Store”), i Byrds, i Buffalo Springfield , Crosby, Stills, Nash and Young e ancora Joni Mitchell, James Taylor, Carole King e gli Eagles.

Crosby, Still, Nash & Young
Crosby, Still, Nash & Young

Per chiarirsi meglio le idee su questo luogo, basti pensare alla dichiarazione che Joni Mitchell rilasciò molti anni più tardi:

Quando arrivai per la prima volta a Los Angeles, nel 1968, il mio amico fotografo Joel Bernstein mi mostrò un vecchio libro trovato in un mercatino dove c’era scritto: Chiedi a qualcuno in America dove vive la gente più pazza e di sicuro ti risponderanno in California. Chiedi a qualcuno in California dove vive la gente più matta e ti risponderanno a Los Angeles. Chiedi a qualcuno a Los Angeles dove sta la gente più folle e ti dirà Hollywood. Chiedi a qualcuno a Hollywood dove stanno quelli più fuori di testa e ti risponderanno Laurel Canyon. E chiedi a qualcuno a Laurel Canyon dove sia la gente più pazza in assoluto e ti diranno Lookout Mountain. Ecco perché ho comprato casa lì.

Con questa frase, abbiamo un quadro più completo di cosa rappresentava Laurel Canyon.

James Taylor & Joni Mitchell al Laurel Canyon
James Taylor & Joni Mitchell al Laurel Canyon

In questi anni, la cultura Hippie affascinava tutti i giovani artisti che sceglievano questo luogo come centro nevralgico “della controcultura” per creare vere e proprie comunità rock. Tra il silenzio di questa fitta vegetazione, si dava libero sfogo all’amore anticonvenzionale alla psichedelia all’apertura mentale verso nuovi orizzonti. Era la vera mecca per l’ispirazione, a pochi chilometri da Sunset Boulevard, lontani dal caos della città.

Le poesie, i testi delle canzoni, le parole e tutte le melodie leggendarie note oggi al grande pubblico, prendevano vita in mezzo a queste strade tortuose, coperte da fitti boschi tipici di questa zona.

Fu verso la fine degli anni ’60 che Frank Zappa si trasferì a Laurel Canyon all’angolo tra Lookout Mountain e Laurel Canyon Boulevard in uno dei “log cabin” caratteristici di queste colline. Così, anche il bassista dei Byrds, Chris Hillman, racconta di aver composto “So You Want To Be a Rock ‘n Roll Star” a Laurel Canyon nel 1966 nella sua casa, lungo una di queste strade. Jim Morrison raccontava di aver scritto “Love Street” proprio quando viveva con Pamela Courson dietro il Laurel Canyon Country Store, tra case di legno e strutture in adobe nascoste tra la boscaglia.

Jim Morrison e Pamela Courson
Jim Morrison e Pamela Courson

Era la fine degli anni ’60. Ancora oggi, una targa con scritto “Love street” ci ricorda tutto questo.

I see you live on Love Street
There’s this store where the creatures meet
I wonder what they do in there
Summer Sunday and a year
I guess I like it fine, so far …

La coppia abitava sulla Rothdell Trail, esattamente al civico 1812, proprio a pochi passi dal centro del quartiere, rappresentato dal Country Canyon Store, citato anche nella canzone Love Street, un piccolo negozio di periferia, dove potevi incontrare in qualsiasi momento Glenn Frey degli Eagles e altri grandi della musica. Oggi rimane un grazioso market dove ci si può fermare per un lunch sulle colline di L.A. Per noi malati di musica, resta una vera icona, sconosciuta a tanti ma presente nei nostri cuori.

Il cartello che indica "Love Street"
Il cartello che indica “Love Street”

Che anni pazzeschi… gli anni della summer of love!

La famosa groupie Pamela Des Barres, nel suo libro “I’m with the band (Sto con la band)” raccontò di essere andata sino alla veranda della casa di Morrison per vederlo alla finestra: “Lui vestito solo con i suoi pantaloni di pelle nera che cercava qualcosa dentro il frigo, canticchiando il motivetto di The End…”

Morrison House

Poesia, nostalgia e storie di musica, tra leggende e fumo di cannabis che si mescola alle risate di chi vede ancora qualcuno affacciato a quelle finestre aperte. I profumi d’incenso, le jam acustiche, l’alcol, la droga. Voglia di libertà e di rivoluzione.

Anche i Mamas and Papas trovarono la loro dimensione in questo splendido angolo di California.

I Mamas & Papas a Laurel Canyon
I Mamas & Papas a Laurel Canyon

Per uno come me, malato di musica, sono parole e pensieri che fanno breccia nel mio cuore, roba da pelle d’oca.

Oggi, questo “ex tempio” del rock, è diventato un rinomato quartiere residenziale, dove abitano produttori porno, ricchi pensionati, giocatori e qualche star di Hollywood che ama la natura e il silenzio. Forse, la magia hippie con gli anni è svanita, ma per noi amanti del rock con la R maiuscola, questo luogo rimane un tassello fondamentale da visitare, per farsi un idea dell’atmosfera unica che riesce a trasmettere questa collina sopra Hollywood.

Frank e Gail Zappa
Frank e Gail Zappa

Nel mio silenzio, mi siederò per riflettere, osservando tutto quello che mi circonda. La scritta ormai scolorita “Mr. Mojo Risin” sulla parete di quella casa, il Country Canyon Store, Love Street, il log cabin di Frank Zappa e quella finestra aperta con Joni Mitchell e James Taylor. Chiudendo gli occhi sentirò ancora quel profumo d’incenso e cannabis, ascolterò nuovamente quelle risate provenire da quella casa di legno. A quel punto, forse, capirò di essere stato nel più grande “laboratorio di creatività musicale”.

Tra le star di casa ci sono attori, cantanti, artisti, star di Hollywood che preferiscono ritirarsi al Laurel Canyon invece che nelle più caotiche Beverly Hills o Bel Air. Tra i tanti, il famoso produttore Rick Rubin (2451 Laurel Canyon Boulevard ).

Come Arrivare al Laurel Canyon:

Facile! Percorrendo Sunset Blvd, in direzione Beverly Hills, troverete alla vostra destra, poco prima dello Chateau Mormont, Laurel Canyon Blvd. Circa 10 minuti di auto per iniziare il vostro viaggio nella storia del Rock…

Stay tuned!

Il Log Cabin di Frank Zappa
Il Log Cabin di Frank Zappa

Michele Cecchinelli

Pontederese classe '80. Trasferito a Firenze per seguire gli studi artistici. A Milano ho trovato una moglie siciliana. Da qualche anno adottato a Cascina (PI) in una dimensione piacevolmente bucolica. Musicomane per tradizione familiare, ho i cromosomi del viaggiatore "zaino a spalla".

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