Dreaming USA https://www.dreamingusa.it il sogno, l'obbiettivo, il viaggio Thu, 17 Oct 2019 10:30:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.4 https://www.dreamingusa.it/wp-content/uploads/2019/04/cropped-favicon-32x32.jpg Dreaming USA https://www.dreamingusa.it 32 32 Mooresville, “the quiet village” https://www.dreamingusa.it/mooresville-the-quiet-village/ https://www.dreamingusa.it/mooresville-the-quiet-village/#respond Tue, 24 Sep 2019 15:39:26 +0000 https://www.dreamingusa.it/?p=1266 Esiste un piccolo paese che incarna perfettamente la filosofia degli stati del South. Siamo in Alabama, nella piccola e storica Mooresville nella contea di Limestone. Si tratta di uno dei più importanti villaggi dello stato, con piccole case bianche immerse nel verde tipico di queste zone, ed edifici storici, tra graziosi giardini e strade ombreggiate […]

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Esiste un piccolo paese che incarna perfettamente la filosofia degli stati del South. Siamo in Alabama, nella piccola e storica Mooresville nella contea di Limestone.

Si tratta di uno dei più importanti villaggi dello stato, con piccole case bianche immerse nel verde tipico di queste zone, ed edifici storici, tra graziosi giardini e strade ombreggiate da alberi secolari. Si torna indietro nel tempo. Qui è tutto fermo come una volta, il paese è incluso nell’elenco del Registro nazionale dei luoghi storici.

Zero auto, il piccolo paese è visitabile facendo una bella camminata tra verdi alberi e il silenzio, costeggiando staccionate che corrono lungo le case bianche in stile vittoriano. Un luogo assolutamente tranquillo, catapultati in un ambiente quasi “effimero” per noi abituati a contesti metropolitani.

All’angolo tra Lauderdale e High Streets, si trova il più antico “post office” (1840) ancora in funzione in tutto l’Alabama. Costruito in legno, come il 90% delle costruzioni, preserva un fascino unico con al suo interno tutti gli arredi rimasti inalterati nel tempo. Le sedie Windsor, i tappeti intrecciati, un camino e la bandiera americana appesa all’entrata.

Il Post Office tra Lauderdale e High a Mooresville.

Una Little Town poco conosciuta, che riempie il cuore di ogni visitatore, un viaggio indietro nel tempo dove i turisti si vedono molto raramente, sopratutto quelli europei.

Piccole chiese e canti gospel, panchine solitarie fuori da giardini ben curati, la quiete nella campagna del south , il vento che muove le foglie e l’emozione di trovarsi in un contesto unico, immersi nel cuore dell’Alabama. Un viaggio attraverso un piccolo paese, grazioso, ricco di fascino, con mille sfumature di colori ed emozioni che ricorderete per sempre.

Benvenuti a Mooresville , “the quiet village”.

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La nostra intervista su “Rolling Pandas” https://www.dreamingusa.it/la-nostra-intervista-su-rolling-pandas/ https://www.dreamingusa.it/la-nostra-intervista-su-rolling-pandas/#respond Mon, 29 Jul 2019 14:32:53 +0000 https://www.dreamingusa.it/?p=1129 La scorsa settimana siamo stati contattati da Alice del sito di viaggi organizzati “Rolling Pandas” per un’intervista riguardo il nostro viaggio. Solo quattro domande, a cui abbiamo risposto entrambi, ma che racchiudono tutta l’essenza e le informazioni sul nostro viaggio negli Stati Uniti del 2020. Abbiamo raccontato di noi e di quello che suscita questo […]

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La scorsa settimana siamo stati contattati da Alice del sito di viaggi organizzati “Rolling Pandas” per un’intervista riguardo il nostro viaggio.

Solo quattro domande, a cui abbiamo risposto entrambi, ma che racchiudono tutta l’essenza e le informazioni sul nostro viaggio negli Stati Uniti del 2020. Abbiamo raccontato di noi e di quello che suscita questo meraviglioso progetto che abbiamo chiamato “Dreaming USA”.

Se siete curiosi e volete leggere l’intervista per intero, andate sul blog di Rolling Pandas e fateci sapere le vostre impressioni.

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Nel deserto c’è musica, arte e creatività https://www.dreamingusa.it/nel-deserto-c-e-musica-arte-e-creativita/ https://www.dreamingusa.it/nel-deserto-c-e-musica-arte-e-creativita/#comments Thu, 18 Jul 2019 08:06:20 +0000 https://www.dreamingusa.it/?p=1109 Ci sono luoghi in cui basta restare in silenzio, chiudere gli occhi, ascoltare, per capire che anche il rumore del vento è un suono bellissimo. Abituati a contesti metropolitani più o meno grandi, la vastità del deserto del Joshua Tree assume le forme di un quadro assolutamente mistico, spirituale. Le distanze si perdono, realizzi che […]

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Ci sono luoghi in cui basta restare in silenzio, chiudere gli occhi, ascoltare, per capire che anche il rumore del vento è un suono bellissimo.

Abituati a contesti metropolitani più o meno grandi, la vastità del deserto del Joshua Tree assume le forme di un quadro assolutamente mistico, spirituale. Le distanze si perdono, realizzi che l’orizzonte è veramente lontano. Nessuna interruzione fra i tuoi occhi e la tua immaginazione. Nessun palazzo che interrompe questa magia.

Il deserto del Joshua Tree. Un luogo assolutamente magico tra musica poesia e arte. Un parco Naturale tra i deserti di Sonora e Mojave. Tra la musica e questo angolo di america, c’è un legame indissolubile.

Tante band che amo sono legate a questa zona desertica, ricca per arte, musica e creatività. Per tutti noi amanti della musica con la M maiuscola, resta un luogo mitico.

U2

Gli U2 nel 1987, hanno pubblicato l’album capolavoro The Joshua Tree, trovando ispirazione proprio in questo luogo. Chiunque di voi abbia tenuto in mano questo album, ricorderà le foto della band davanti agli alberi di Giosuè. Durante il loro tour nel deserto, pernottarono al famosissimo Harmony Motel, diventato poi meta di pellegrini appassionati del genere.

Gli U2 nel deserto del Joshua Tree

Jim Morrison

La storia ci racconta che Jim Morrison venisse molto spesso al Joshua Tree per scrivere le sue poesia o i testi dei suoi capolavori. Cronaca di acidi e peyote, visioni psichedeliche, tramonti e
monoliti di roccia che guardano il cielo della California. Il docu-film “When You’re Strange” (guardatelo se non l’avete visto, distante anni luce dalla pellicola Hollywoodiana firmata Oliver Stone) si apre proprio con Jim che guida l’auto per le strade di questo parco.

Jim Morrison che guida nel deserto del Joshua Tree in una scena del film “When You’re Strange”

The Eagles

Sapete che il nome di una della band californiane più famose al mondo è nato qui?

Si tratta degli “Eagles”. Nacque una notte nel lontano 1970. Il grande e compianto Glenn Frey (cantante deceduto nel 2016) racconta che in quella notte, quando ancora la band non era famosa, partirono al seguito del deserto Joshua Tree appena finito un concerto a L.A. Insieme a loro, il grande fotografo Henry Diltz (che fotografò anche i Doors).

Era una notte in cui volevano provare l’ebrezza delle allucinazioni derivate dagli effetti del peyote (pianta dai poteri allucinogeni che secondo i nativi americani è in grado di mettere in contatto uomo e spiriti). Sempre secondo i nativi, il “Grande Spirito” si manifesta all’uomo durante i rituali sotto forma di grande aquila, l’animale sacro).

All’alba, la band era sopraffatta dalle allucinazioni. In quel momento Glenn si allontanò sostenendo di essere richiamato dal grande spirito. Poco dopo, fece ritorno , urlando: “Eagle, Eagle!!!”. Il resto è è storia della musica.

Gli Eagles nel deserto del Joshua Tree

The Flying Burrito Brothers

Un’altra grande band che ho conosciuto qualche anno fa, i Flying Burrito Brothers di Gram Parsons, non solo si fece fotografare sotto ad un gigantesco albero di Joshua per l’interno della copertina del loro omonimo album, ma spesso si recava in questo deserto per cercare l’ispirazione. Una storia pazzesca quella di Gram Parsons, finita troppo presto nella stanza numero 8 del Joshua Tree Inn Motel.

Gram aveva espresso alla sua band il desiderio di essere cremato ma aveva aggiunto una clausola imprescindibile. “Vorrei che le mie ceneri fossero sparse a Cap Rock” un promontorio roccioso che si trova dentro al parco.

Un’immagine dei The Flying Burrito Brothers con l’albero di Giosuè alle loro spalle

Nel deserto ci sono altre due icone più recenti, in stretta connessione tra musica e arte. Forse meno conosciuti di quelli appena citati ma sicuramente imperdibili per tutti gli amanti della musica.

Rancho de la Luna

Il primo è un leggendario studio di registrazione pochi passi fuori la Twenty nine Palms Highway, dove i Queen of the Stone Age, Foo Fighters e molti altri hanno dato libero sfogo alla loro creatività. Un luogo magico, riservato, intimo, per pochi: il Rancho de la Luna.

L’ingresso del Rancho De La Luna

Desert Yacht Club

La seconda è un idea geniale dell’artista napoletano Alessandro Giuliano. L’arte si sposa con il deserto della Yucca Valley nell’oasi del “Desert Yacht Club”. Una struttura unica, creativa, realizzata in mezzo al Joshua Tree. Non un resort, non un motel né tantomeno un hotel. Tra la sabbia e il panorama psichedelico del deserto, camper, tende e airstream ma, soprattutto una barca adagiata in un contesto assolutamente insolito. Un luogo suggestivo, una risorsa nel silenzio del deserto della California dove puoi vivere all’interno delle 24 ore le quattro stagioni. Durante il giorno il caldo, al calar della sole resti al freddo se non sei ben coperto. Le due facce del deserto.

Come ha detto Giuliano del Desert Yacht Club, “quando scegli di vivere nel deserto sei sicuramente una persona molto particolare”.

Un contesto unico, che rappresenta un’esperienza di vita importante, difficile da spiegare se non l’hai vissuta. In questo spazio creativo, unico al mondo hanno deciso di trovare ispirazione per il loro decimo album i nostrani Negrita con il loro bellissimo “Desert Yacht Club”.

Una tenda del “Desert Yacht Club”

Come detto all’inizio dell’articolo, nello splendido scenario del deserto si ascolta il silenzio, può capitare di perdersi… per poi ritrovarsi.

“E’ un esperienza unica, da provare per testare noi stessi, strappando via le catene delle convenzioni quotidiane che ci legano a schemi pre-impostati”.

Buona vita.

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Surfer Girl https://www.dreamingusa.it/surfer-girl/ https://www.dreamingusa.it/surfer-girl/#respond Tue, 16 Jul 2019 10:28:45 +0000 https://www.dreamingusa.it/?p=1093 Non sono mai stato a Los Angeles. Il prossimo anno per me sarà la prima volta. Michele, il mio compagno di viaggio, invece c’è già stato e ne è innamorato. Le grandi città non sono per me un’attrattiva come ad esempio i parchi e la natura selvaggia. C’è però una cosa che mi incuriosisce della […]

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Non sono mai stato a Los Angeles. Il prossimo anno per me sarà la prima volta. Michele, il mio compagno di viaggio, invece c’è già stato e ne è innamorato.

Le grandi città non sono per me un’attrattiva come ad esempio i parchi e la natura selvaggia. C’è però una cosa che mi incuriosisce della Città degli Angeli e che non vedo l’ora di vedere, provare e sentire: Venice Beach e il tramonto su quella mitica spiaggia.

Adesso interrompete per un attimo la lettura.

Aprite questo video e lasciate che la musica vi faccia da sottofondo.

Si tratta di “Surfer Girl”, una canzone dei Beach Boys del 1963, presente nell’omonimo album, il terzo per la precisione del gruppo surf-rock statunitense.

Adesso, vi voglio raccontare una storia. La storia di un incontro che ho vissuto nei miei pensieri ascoltando questa struggente romanza.


Chiudete gli occhi per un attimo e immaginatevi di essere con me nel 1963 sulla spiaggia di Venice a Los Angeles

Le onde alte dell’Oceano Pacifico s’increspano a ridosso della riva. Davanti a me ragazzi con la tavola da surf che cavalcano le onde con risultati più o meno soddisfacenti. Un ragazzo, biondo coi capelli lunghi riesce a spiccare su tutti dimostrando maestria ed estro nel rimanere in piedi sulla cresta dell’onda. Alle mie spalle la Ocean Front Walk con le sue caratteristiche palme.

Poco dopo, sento dietro di me smuovere la sabbia e vedo avvicinarsi una ragazza. Piccola, minuta, abbronzatissima, che abbraccia con difficoltà una tavola enorme rispetto alla sua esile persona. Si ferma per un attimo ad ammirare quel tramonto con le onde che si mettono in mezzo tra i suoi occhi ed il sole rosso fuoco.

Ad un tratto, tra un onda e l’altra, sbuca la figura del ragazzo biondo che si frappone perfettamente tra il sole e gli occhi della ragazza. Lui sapeva che sarebbe venuta a surfare. Lei sperava che lui fosse lì.

La ragazza si avvicina al bagnasciuga e mette a terra quel pezzo di legno levigato fin troppo pesante, e con non poca difficoltà vi sale sopra nuotando contro corrente affrontando onde maestose. Vedo i suoi occhi dello stesso colore del mare brillare e sorridere di gioia nel mentre che si avvicina verso il suo “principe azzurro”.

La ragazza è innocente, un po’ goffa ed impacciata con la tavola da surf, ma a lui non interessa. Sono innamorati, lo sono sempre stati. Ma solo in quel momento, nuotando affiancati sdraiati di pancia sulla tavola verso il sole infuocato del tramonto californiano suggellano il loro amore.

Sto bene. Sto seduto a guardare uno dei tramonti più belli del mondo a gambe stese con i palmi delle mani appoggiate sulla sabbia appena dietro le spalle. Il profumo dell’oceano mi inebria.

Gli Stati Uniti, la California, Los Angeles, Venice, gli anni ’60, il tramonto, l’amore.

Little surfer little one
Made my heart come all undone
Do you love me, do you surfer girl
Surfer girl my little surfer girl

Apro gli occhi, e sono ancora lì.

L’immagine dei Beach Boys come nella copertina dell’album “Surfer Girl”

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Shack Up Inn: l’anima del Delta Blues https://www.dreamingusa.it/shack-up-inn-lanima-del-delta-blues/ https://www.dreamingusa.it/shack-up-inn-lanima-del-delta-blues/#respond Sat, 15 Jun 2019 16:14:25 +0000 https://www.dreamingusa.it/?p=1079 Nel cuore del Mississippi, tra piantagioni di cotone e un paesaggio che scalda l’anima, esiste un posto che trasuda musica e passione. Ventimila anime in una cittadina che ha dato i natali al Blues. Clarksdale è un concentrato di emozioni, un esperienza unica, che per gli appassionati di musica blues è un mix afrodisiaco di […]

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Nel cuore del Mississippi, tra piantagioni di cotone e un paesaggio che scalda l’anima, esiste un posto che trasuda musica e passione.

Ventimila anime in una cittadina che ha dato i natali al Blues. Clarksdale è un concentrato di emozioni, un esperienza unica, che per gli appassionati di musica blues è un mix afrodisiaco di brividi e ritmi lenti tipici degli stati del sud. Il vero Mississippi, qui si respira tutto ciò che questo stato ha da offrirci. Scordatevi grattacieli, almeno qui. Scordatevi la frenesia, il caos e il folclore tipico americano.

In questo angolo di America esiste un luogo che ognuno di noi, perlomeno quelli che amano gli stati del Delta Blues e la filosofia del southeast non possono perdersi. Sarebbe imperdonabile.

L’atmosfera surreale dello ShackUp Inn

Provate ad immaginare la campagna tipica del South tra ritmi lenti, l’aria umida sub tropicale e una chitarra lenta che segue una dolce armonica a bocca. Provate a immaginare intorno a voi un tramonto rosso fuoco posato dolcemente su campi di cotone. Svegliarsi al mattino in un luogo magico, indescrivibile (credetemi, è così), tra vecchie baracche di mezzadri – prima ancora di schiavi neri di un tempo… nemmeno troppo lontano.

Ritrovarsi d’improvviso nel Mississippi antebellum, zero tecnologia, poche comodità da hotel ma, nell’anima, quella melodia triste che accompagnava la fatica dei lavoratori al rientro dai campi di cotone.

Stanze di legno, chitarre appese. Vecchie finestre con vetri opachi del tempo passato che guardano la campagna circostante. Piccole verande con sedie di legno, dondolano ad un ritmo lento. Il legno del pavimento stride e una piccola luce soffusa sul comodino scalda la piccola stanza rimasta come un tempo.

La sera, rompe il silenzio solo la musica dal vivo, quella vera… il Blues.

Qui, la musica è religione, anzi di più, è qualcosa che va oltre lo spirito perchè racconta di generazioni che nella musica hanno trovato la salvezza durante il periodo della schiavitù. Combattere i soprusi cantando, con le uniche parole che le emozioni riuscivano a trasformare in canti liberatori.

Questo che vi ho appena raccontato, non è un posto per tutti. Non è un luogo da mocassini e camicie di lino. L’aria che sentirete qui, sarà diversa dalle altre. Aspra, umida, ricca di note blues e silenzi notturni.

Se quello che vi ho raccontato, vi ha scaldato il cuore siete pronti per conoscere lo “Shack up Inn”. Un luogo magico, dove si entra in punta di piedi, lasciando il turismo di massa alle spalle, molto lontano da qui. Rispettando le antiche tradizioni di questo posto, passerete giorni indimenticabili nel cuore del Mississippi.

Benvenuti allo Shack up Inn, benvenuti nel cuore del Delta Blues.

Buona vita!

***

Shack Up Inn – Cotton Gin Inn
001 Commissary Circle
Clarksdale, MS 38614

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Tulsa Time https://www.dreamingusa.it/tulsa-time/ https://www.dreamingusa.it/tulsa-time/#respond Thu, 13 Jun 2019 15:45:31 +0000 https://www.dreamingusa.it/?p=1061 Quando programmi le tappe di un viaggio, ci sono deviazioni che vengono direttamente dal cuore. Nel nostro caso, riguarda Tulsa, centro nevralgico dell’Oklahoma. Città di riferimento per la Route 66, anche se in realtà oggi quel tratto di strada reso famoso dal compositore jazz Bobby Troup non esiste più. Alcuni tratti sono completamente abbandonati o […]

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Quando programmi le tappe di un viaggio, ci sono deviazioni che vengono direttamente dal cuore. Nel nostro caso, riguarda Tulsa, centro nevralgico dell’Oklahoma. Città di riferimento per la Route 66, anche se in realtà oggi quel tratto di strada reso famoso dal compositore jazz Bobby Troup non esiste più. Alcuni tratti sono completamente abbandonati o resi privati ma, rimangono comunque alcune parti della famosa “mother road” ricchi di fascino.

Storia di nativi delle popolazioni “Creek”, di gravi incidenti razziali tra bianchi e neri nel 1921 che sconvolsero la città. Un evento gravissimo ricordato come il “Tulsa Race Riot”.

Grattacieli, edifici in “Art Deco”, si stagliano nel cielo azzurro, mentre oltre le rive del fiume Arkansas si concentrano siti di notevole interesse turistico. Sicuramente il “Mohawk Museum” uno dei parchi pubblici cittadini. Grande, verde, curato regala relax sotto il cielo dell’Oklahoma. Mentre, per quelli come noi che amano la musica country non potranno non pensare anche solo per un attimo a Garth Brooks, icona del genere nato qui 50 anni fa.

Tulsa è una città che conta circa 400.000 mila abitanti. Situata sul fiume Arkansas ai piedi delle Ozark Mountains, in una regione chiamata “Green Country”. Centro culturale e artistico dell’Oklahoma è sulla direttrice della Route 66 e ne preserva tutti i suoi fondamentali più profondi.

Il clima è temperato, ma ricordatevi che siamo sempre nella “Tornado Alley”, quella porzione di territorio nella quale a seconda delle stagioni, i tornado si abbattono sulla città, talvolta con potenza inaudita. Tulsa offre molto al turista che percorre la “Mother Road”, ed è considerata una delle città più vivibili di tutti gli Stati Uniti. Ricca di fascino, storia, è un dolce connubio tra la modernità della tipica città americana a quella della storia di antichi nativi e tradizioni antichissime.

Il murales dedicato all’icona del Tulsa Sound: J.J. Cale

Cosa vedere a Tulsa

  • Il Phillbrook Museum ritenuto uno dei più importanti musei degli Stati Uniti;
  • Le rive del fiume Arkansas con i suoi tramonti mozzafiato;
  • Quello che resta della storica Route 66, sempre affascinante;
  • La Boston Avenue Methodist Church;
  • Non dimenticate che siete in Oklahoma. La cucina al BBQ qui è una faccenda seria, per intenditori.

Dove mangiare

Buona vita.

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Randy’s Donuts, il re delle ciambelle di Inglewood https://www.dreamingusa.it/randys-donuts-il-re-delle-ciambelle-di-inglewood/ https://www.dreamingusa.it/randys-donuts-il-re-delle-ciambelle-di-inglewood/#respond Wed, 12 Jun 2019 13:57:23 +0000 https://www.dreamingusa.it/?p=1025 Che voi siate atterrati almeno una volta all’aeroporto di Los Angeles, oppure che abbiate guidato lungo la Interstate 405 nel sud della California, è molto probabile che abbiate visto il mitico Randy’s Donuts . Randy’s è difficile da non vedere, ed è ancora più difficile che non riusciate a capire che cosa vende… 🙂 Il […]

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Che voi siate atterrati almeno una volta all’aeroporto di Los Angeles, oppure che abbiate guidato lungo la Interstate 405 nel sud della California, è molto probabile che abbiate visto il mitico Randy’s Donuts .

Randy’s è difficile da non vedere, ed è ancora più difficile che non riusciate a capire che cosa vende… 🙂 Il piccolo negozio di Inglewood è sormontato da una gigantesca ciambella (donut, appunto) con su la scritta “Randy’s Donuts”, ed è un’icona di L.A. da oltre sessant’anni.

Randy’s Donuts apre i battenti nel 1953 grazie a Russell C. Wendell, un venditore di macchine che producevano donuts, che facevano parte della sua catena di negozi chiamata “Big Donut”. La sede di Inglewood è stata la seconda di dieci negozi originali di Big Donut. Nel 1976 fu acquistato e ribattezzato “Randy’s Donuts and Sandwiches” dal figlio del nuovo proprietario.

Il sud della California è una mecca per gli appassionati di architettura fatta di edifici che hanno la forma o che suggeriscono ciò che effettivamente vendono. Tuttavia, questi edifici non sono sempre facili da riutilizzare e sono spesso demoliti. Solo quattro altri Big Donuts sopravvivono oggi, situati a Westmont, Gardena, Compton e Bellflower.

Il grosso donut fissato sul tetto del negozio

L’enorme ciambella fissata sul tetto del piccolo negozio è stata costruita con barre di acciaio laminato e ricoperta di gunite, un tipo di calcestruzzo spruzzato utilizzato generalmente nelle piscine. La ciambella di 32 piedi di diametro (quasi 10 metri) fa sembrare il negozio ancor più piccolo di quello che è in realtà, ed è ben visibile alle persone che sfrecciano sulla vicina autostrada e ai passeggeri degli aerei che atterrano a Los Angeles.

Il richiamo per quelli che come noi amano gli stereotipi (e il kitsch) degli Stati Uniti è forte, ed è quasi impossibile passare davanti a Randy’s Donuts senza pensare di fermarsi a prendere una ciambella. Da Randy’s ci sono i donuts di tutti i tipi possibili e immaginabili: glassati, con cioccolato, crullers (paste fritte di forma rettangolare caratterizzate da un foro centrale attraverso cui far passare un’estremità del rettangolo ottenendo così una forma intrecciata), ripieni di gelatina e frittelle di mele, ma sono stati anche aggiunti alcuni gusti più elaborati come ad esempio cannella, Nutella, Red Velvet e molto altro.

Alcune specialità di ciambelle di Randy’s Donuts

La cultura dei donuts a Los Angeles è un affare serio e anche se sembra esserci un negozio di ciambelle in ogni angolo della città, è difficile competere con storia e la visibilità di Randy’s.

Attualmente Randy’s ha tre sedi a Los Angeles oltre al negozio di Inglewood: a Century City, El Segundo e Hollywood.

Il negozio Randy’s Donuts di Inglewood si trova all’805 di West Manchester Boulevard ed è aperto 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Una tappa da non perdere per chi visita L.A.

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L.A., un locale e la storia del rock https://www.dreamingusa.it/l-a-un-locale-e-la-storia-del-rock/ https://www.dreamingusa.it/l-a-un-locale-e-la-storia-del-rock/#respond Mon, 27 May 2019 16:02:13 +0000 https://www.dreamingusa.it/?p=1020 Los Angeles, California. Al numero 8901 di Sunset Boulevard, storia e leggenda del Rock. Il Whisky a Go Go. Siamo nella West Coast, sulla strada più rock di West Hollywood, di tutta la California, del mondo intero. In questo locale, i Doors sono stati la “band house” per un po’, fino a quando il debutto […]

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Los Angeles, California. Al numero 8901 di Sunset Boulevard, storia e leggenda del Rock. Il Whisky a Go Go.

Siamo nella West Coast, sulla strada più rock di West Hollywood, di tutta la California, del mondo intero. In questo locale, i Doors sono stati la “band house” per un po’, fino a quando il debutto della controversa “Oedipal Section” della canzone The End li ha fatti licenziare.

Inutile dirvi che qui sono passate vere e proprie leggende. Frank Zappa ha ottenuto il primo contratto discografico. Jimi Hendrix è venuto a fare jam mentre si esibivano Sam&Dave. Otis Redding ha registrato il suo album “Live at the Whisky” nel 1966. Molti artisti volati dall’Inghilterra, hanno fatto le loro prime esibizioni americane al Whisky a Go Go, tra cui The Kinks, The Who, Cream, Led Zeppelin, Deep Purple, Pink Floyd, Roxy Music e Oasis.

Centro nevralgico dei movimenti New Wave e punk rock alla fine degli anni ‘70, ha spesso presentato artisti diversi e anti-conformisti. Locale di riferimento oggi come allora, come quando a cavallo degli anni ’60-’70, comincia un rivoluzione che sarebbe diventata poi un movimento culturale destinato ad espandersi in tutto il mondo occidentale.

Proprio in questo locale, mentre fuori si eleggeva Kennedy, si costruiva il muro di Berlino ci lasciava l’icona della bellezza Marylin Monroe, altri nomi scuotevano l’intero sistema americano. Martin Luther King, Malcom X, Che Guevara, la guerra del Vietnam. Erano gli anni ’60.

I Doors in quegl’anni erano i padroni del palcoscenico mondiale. Fino a quella sera del 21 Agosto 1966. Due mesi e mezzo dopo la loro prima apparizione in questo locale Jim non si presentò. Andarono a cercarlo in un motel dove lo trovarono imbottito di LSD. Riuscirono con la forza a trascinarlo sul palco, mentre fuori, Los Angeles era in pieno fermento. Il pubblico del Whisky a Go Go era in delirio, urlava: JIM! JIM! JIM! Voltandosi verso Manzarek , chiese di suonare una della canzoni più celebri: “The End”. Nel bel mezzo della canzone, in uno stato di trans, Morrison inserì un passaggio edipico con spiccato riferimento all’uccisione del padre e la voglia di fare sesso con la madre. Come anticipato all’inizio dell’articolo, furono sbattuti fuori per sempre da quel locale, che li aveva visti nascere e poi morire. Da quel momento, nulla fu più come prima.

Cominciò a prendere piede una rivoluzione destinata a segnare non solo il movimento hippie ma, anche di numerosi movimenti studenteschi in tutta Europa. Tutto questo, sotto due nomi diventati storia del rock: The Doors e il Whisky a Go Go.

Buona vita!

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Route 66: Il Blue Swallow Motel. https://www.dreamingusa.it/route-66-il-blue-swallow-motel/ https://www.dreamingusa.it/route-66-il-blue-swallow-motel/#respond Thu, 23 May 2019 10:14:32 +0000 https://www.dreamingusa.it/?p=1014 Tucumcari, New Mexico. Blue Swallow Motel. Un motel simbolo della Route 66. Quello dei viaggiatori, con un’identità unica, inalterata per oltre 80 anni. Su uno dei tratti più affascinanti della Mother Road, quel motel, il suo neon e la Pontiac del ’51 parcheggiata lì sotto, sono diventati leggenda. Iscritto dal ’39 nel Registro Nazionale, il […]

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Tucumcari, New Mexico. Blue Swallow Motel.

Un motel simbolo della Route 66. Quello dei viaggiatori, con un’identità unica, inalterata per oltre 80 anni.

Su uno dei tratti più affascinanti della Mother Road, quel motel, il suo neon e la Pontiac del ’51 parcheggiata lì sotto, sono diventati leggenda.

Iscritto dal ’39 nel Registro Nazionale, il Blue Swallow Motel è uno dei luoghi storici degli Stati Uniti, e continua ad accogliere turisti provenienti da tutto il mondo. Tipicamente anni ’50, romantico, con le piccole tendine ricamate e le stanze curate da un arredamento kitsch e minimal.

Qui, si trova un contatto umano, si scambiano parole di viaggi, esperienze di vita, su quella strada emblema per ogni viaggiatore. Ascoltare le storie raccontate dal proprietario, Kevin Muller, insieme a sua moglie Nancy è un’esperienza che non dimenticherete.

Tucumcari è la città in cui inizia il vero west. Spazi aperti, viste spettacolari, i ranch pieni di bestiame. Durante i nostri ripetuti ed emozionanti cambiamenti sul “trip planner”, ci siamo resi conto, che Tucumcari dove subentrare con forza in una delle nostre tappe. Per importanza, storia e incarnazione del viaggio “On the Road”.

Un viaggio sulla Route 66 è un’esperienza unica, un’opportunità di vedere un’America diversa. Non esistono filtri tra te e lei, non ci sono grandi catene di negozi. In questi casi conviene non avere fretta, è fondamentale parlare con le persone del luogo e con i tantissimi viaggiatori che incontrerete. Questa è la vera essenza della Route oggi.

Buona vita!

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Angel Delgadillo, il custode della Route 66 https://www.dreamingusa.it/angel-delgadillo-il-custode-della-route-66/ https://www.dreamingusa.it/angel-delgadillo-il-custode-della-route-66/#respond Thu, 02 May 2019 12:22:12 +0000 https://www.dreamingusa.it/?p=992 Diciamo la verità, la “Route 66” è la strada più famosa al mondo. Un lungo serpente d’asfalto che attraversa gli Stati Uniti. Miti, leggende, icone dell’immaginario collettivo, un sogno per milioni di viaggiatori on the road. Durante il mio ultimo viaggio, ho avuto la fortuna di percorrere uno dei tratti più iconici. Quello che passa […]

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Diciamo la verità, la “Route 66” è la strada più famosa al mondo. Un lungo serpente d’asfalto che attraversa gli Stati Uniti.

Miti, leggende, icone dell’immaginario collettivo, un sogno per milioni di viaggiatori on the road.

Durante il mio ultimo viaggio, ho avuto la fortuna di percorrere uno dei tratti più iconici. Quello che passa dal piccolo paesino dell’Arizona, Seligman. In quelle ore, sotto il sole dell’Arizona, ho scambiato due parole con un icona assoluta della Route 66: il signor Angel Delgadillo.

Classe 1927, Angel è il barbiere di Seligman, una piccola comunità nella Yavapai County. Fedele alla sua strada e sereno in quell’angolo di Arizona, la sua attività come le altre, scorrevano floride grazie al passaggio dei viaggiatori della US Highway 66. Fino a quando, nel 1978, qualcosa fece tremare quella piccola comunità.

22 Maggio 1978, una data che Angel non ha mai dimenticato, il giorno in cui Seligman iniziò una lunga e straziante agonia. Quel giorno coincise con l’apertura al traffico della nuova Interstate 40, una strada veloce che permetteva agli automobilisti di tagliare drasticamente i tempi di viaggio, spazzando via intere comunità, visto che da lì, nessuno sarebbe più transitato.

Il concetto del viaggio era cambiato per sempre. Il bello non era viaggiare, osservare, riflettere ma, “arrivare”. In breve tempo Seligman passò da 9000 abitanti a zero. La piccola cittadina dell’Arizona scomparve dai radar. Per sempre.

L’unica persona che non si diede per vinto fu Angel. Tenacia e intuito, furono le armi per sfidare quel mostro di strada che stava distruggendo il suo piccolo paese. Presto si rese conto, che l’America era quella che viaggiava lentamente e coltivava i rapporti umani lungo quella striscia d’asfalto unica al mondo, quel tratto di Route 66 tra Kingman e Seligman. Ben presto, diede vita alla “Route 66 Association of Arizona” della quale fu presidente. Lo scopo fu quello di ridare importanza a quel tratto di strada leggendario.

Furono anni durissimi, difficili ma, alla fine Angel vinse la sua battaglia. Lo stato dell’Arizona, riconobbe il tratto da Seligman a Kingman come strada dall’interesse storico. Da quel giorno nacque la “Historic Route 66”. Negli anni successivi, varie associazioni furono create negli altri stati attraversati dalla Route 66 e altri tratti vennero nominati come “Historic Route 66”. Angel aveva realizzato il suo sogno.

Icona della route, custode dei suoi segreti e combattente per i diritti di quel tratto di strada che hanno segnato la sua infanzia la sua gente i suoi ricordi. Grazie a lui, quel tratto di Route 66 era ancora viva.

Angel Degadillo, uomo, custode, leggenda.

Buona vita.

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